DPI: Protezione dai rischi individuali nella Cantieristica nautica da diporto

Con l’acronimo  “DPI si indentificano tutti i Dispositivi di Protezione Individuale dei lavoratori, vale adire tutte le attrezzature ed i dispositivi che devono essere indossati dalle maestranze allo scopo di proteggerli dai rischi che possono incontrare durante la propria attività lavorativa.

Ciascuna attività specifica indica rischi caratteristici quindi protezioni individuali caratteristiche e proprie, pensiamo ai lavori in altezza rispetto, a quelli che non prevedono il distacco fisico dal suolo.

Durante lo svolgimento delle proprie mansioni, l’operatore addetto alla manutenzione delle imbarcazioni può essere soggetto ad una serie di Rischi e Pericoli specifici Professionali i quali, sulla scorta del Testo Unico sulla Sicurezza (D. Lgs 81/08), sono definiti come la “prevedibile probabilità di raggiungere un potenziale livello di danno nelle condizioni di impiego”.
E’ chiaro che prima di impiegare le maestranze il responsabile della sicurezza dovrà adottare quella serie di accorgimenti preventivi indispensabili.

Innanzitutto, deve essere ridotto il rischio alla fonte attraverso l’adeguamento delle attrezzature, ivi compresi i piccoli attrezzi a mano, degli impianti, non da ultimo tutto l’ambiente di lavoro anche se area scoperta.

Prima di vestire e proteggere le maestranze in relazione ai rischi ove sono esposte, in cantiere dovranno essere rilevate e risolte eventuali criticità:

a) delle Misure Tecniche di Prevenzione
b) dei Sistemi di Protezione Collettiva
c) della Migliore Organizzazione del Lavoro possibile

In modo che il rischio che un eventuale danno fisico anche futuro od un infortunio possano accadere, sia limitato al suo minimo. Oppure del tutto mitigato.

Fornire i dispositivi e indirizzare sul corretto uso ed adozione dei D.P.I.
Secondo quindi il D. Lgs 81/08 , i DPI sono soggetti e devono rispettare una serie di regole generali, che sono:
– il D.P.I. va indossato dal lavoratore SOLO quando il rischio non può essere evitato ovvero, sufficientemente ridotto;
– il D.P.I. deve essere ADEGUATO al rischio da prevenire e non deve comportare di per sé un Rischio maggiore;
– il D.P.I. deve essere ADEGUATO alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
– il D.P.I. deve tenere conto delle esigenze ERGONOMICHE e di SALUTE del lavoratore;
– il D.P.I. deve essere adattato all’utilizzatore secondo le sue necessità o peculiarità;
Chiaramente, i Dispositivi di Protezione individuale non possono essere scelti dal Lavoratore ma è il DATORE di Lavoro che attraverso l’analisi e la valutazione dei rischi, ad individuare le caratteristiche dei Dispositivi di Protezione Individuali, aggiorna la scelta ogni volta che vi sia una variazione significativa delle condizioni di processo.
Attraverso i suoi responsabili, inoltre, sarà sempre cura del Datore fare in modo che i D.P.I. sino mantenuti in efficienza: bisognerà, difatti, cambiarli quando necessario e si dovrà sempre fornire al lavoratore la giusta Formazione in merito sua all’uso che alla manutenzione dei DPI.
I quali sono davvero numerosi si parte dai guanti, agli occhiali, para-orecchi, tute da lavoro, caschi, maschere, scarpe, etc.
Sempre secondo la Direttiva del Testo Unico sulla sicurezza, essi possono essere suddivisi in tre categorie.
Alla prima apparterranno i D.P.I. relativi alla protezione da danni di lieve entità ( come alcuni tipi di guanti da lavoro o come anche gli indumenti che proteggono dagli agenti atmosferici );

Alla seconda categoria apparterranno i Dispositivi relativi alla protezione da danni intermedi;

Alla Terza ed ultima categoria apparterranno tutti i D.P.I. che proteggono da rischi ‘poco controllabili’ dal soggetto e che sono destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi.
A questa categoria, naturalmente, appartengono tutti i dispositivi anti-caduta, quelli per prevenire le aggressioni da agenti chimici, e i vari dispositivi per la protezione delle vie respiratorie.
In merito al lavoro nella costruzione nautica, particolare attenzione vogliamo porre sull’utilizzo dei D.P.I. relativi alla protezione delle vie respiratorie.

Anche la semplice pulizia della carena rende vulnerabile l’assunzione pulverulenta degli agenti antivegetativi residui. Efficacemente cotrastata con una semplice mascherina.
In via preliminare, è bene sapere che esistono tre categorie di questo tipo di D.P.I., ossia:
– Maschere Facciali Filtranti: generalmente adottate nel caso di atmosfere inquinate da polveri di cui la natura sia nota;
– Maschere con Filtri Intercambiabili (sia semi-maschere che intere): generalmente adottate nel caso di atmosfere inquinate da gas/vapori di cui la natura sia nota;
– Respiratori Isolanti : che separano completamente la respirazione del lavoratore dall’ambiente in cui egli sta operando.

Il Lavoro di stampaggio (o resinatura ), mette le maestranze costantemente in contatto con i SOV ossia i Solventi Organici Volatili provenienti dal processo di reazione delle Resine.

Tuttavia, chi ben conosce questo Processo, sa bene che esistono diversi tipi di SOV e molteplici possono essere le resine impiegabili nel processo di costruzione.
Prescrivere in maniera efficace questo tipo di protezione richiederà, pertanto, una perfetta conoscenza del tipo di elemento inquinante presente nell’atmosfera che il lavoratore respira.

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